La città di Betlemme

natività

La città

La città di Betlemme è situata a circa 765 mt sul livello del mare, adagiata su un colle che dista circa 10 Km dalla città di Gerusalemme.

Il nome Betlemme deriva dall’arabo Bayt Laim “casa della carne”, in ebraico Beit Lehem “casa del pane”.

La città è capitale del Governtorato palestinese, la città vecchia comprende otto quartieri, e l’agglomerato urbano comprende le cittadine di Beit Jala e Beit Sahour.

La città di Betlemme ha un immensa importanza storica per i cristiani per la nascita di Gesù Cristo e per la religione ebraica per la nascita di Davide.

La Nascita di Gesù

Secondo il Vangelo di Luca Giuseppe e Maria che vivevano a Nazaret si recarono a Betlemme per il censimento quando nacque Gesù, prima del loro ritorno a Nazaret.

Il Vangelo di Matteo invece riporta che la Sacra Famiglia già viveva a Betlemme quando Erode, venuto a conoscenza della nascita del “Re dei Giudei” diede l’ordine di assassinare tutti i neonati, si videro costretti a scappare prima in Egitto e poi, dopo la morte di Erode, a Nazaret.

La Basilica della Natività

La tradizione orale, dei luoghi della vita della Sacra Famiglia, narra che Giuseppe, al momento della nascita di Gesù, non trovando riparo a Betlemme si fermò in una grotta dove Maria diede alla luce Gesù e lo depose in una mangiatoia. Questo è il racconto che fu riportato anche nella testimonianza di Giustino, filosofo e martire, il quale parlò appunto di una grotta come abitazione di fortuna.

Dopo il 325 d.c. Costantino e sua madre Elena circondarono la grotta di magnifiche costruzioni che compresero la Basilica della Natività.

La Basilica subì innumerevoli modifiche, come del resto tutti i luoghi Santi della Terra Santa.

Durante l’invasione dei persiani nel 614 ci fu una distruzione di tutte le chiese, mentre la Natività fu risparmiata poiché i persiani videro sulla facciata rappresentati i Magi, i Re vestiti “come il loro popolo” e decisero di lasciarla così com’era.

Verso il 1335 i Francescani subentrarono ai crociati, da allora in poi fu permesso ai pellegrini di visitare la grotta della natività, con il permesso del Sultano.

stella della natività
basilica della natività 2
basilica della natività
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basilica della natività 2

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Fu allora che i Francescani si occuparono di restaurare la Chiesa che vessava in pessime condizioni essi riuscirono, con l’aiuto della Repubblica di Venezia, di Filippo di Borgogna ed Edoardo IV di Inghilterra, i quali contribuirono con aiuti e materiali, a migliorare lo stato della Basilica.

In seguito viste le dispute sulla proprietà e gestione dei luoghi Santi fu istituito lo Status Quo che introdusse delle regole di condivisione dell’amministrazione della Basilica:

L’edificio risulta di proprietà comune di Ortodossi, Armeni e Francescani (per i Cattolici), in pratica però la Basilica viene amministrata dalla comunità Greca Ortodossa.

Nel 2014 è stato possibile, dopo innumerevoli dispute e discussioni, effettuare un restauro dell’edificio, dei lavori necessari che sono stati resi possibili grazie alla cooperazione delle tre comunità.

Sono stati oggetto di restauro:

  • Le vetrate;
  • I sostegni principali;
  • I mosaici.

La disposizione interna

L’entrata della Basilica è possibile tramite una piccola porta detta: “Porta dell’Umiltà” poiché permette l’ingresso al pellegrino esclusivamente chinandosi in segno appunto di umiltà.

Attraverso questa porta ci troviamo in un atrio in cui è presente il portone vero e proprio della Basilica, attraversando il quale siamo all’interno di un ampia Chiesa a cinque navate, con una doppia fila di colonne rosse che ci guidano verso il presbiterio.

Al piano sottostante il presbiterio si trova la Grotta della Natività che è il cuore e fulcro della Basilica.

Un occhiata al soffitto ci permette di vedere le ampie capriate in legno a vista, le cui travi furono donate dalla Repubblica Veneziana.

Su tutte le pareti ed il pavimento troviamo ancora antiche decorazioni.

In alcuni punti del pavimento ci è possibile scorgere il sottostante antico pavimento a mosaico di epoca bizantina. Su 28 delle colonne in calcare rosso sormontate da capitelli corinzi sono state rappresentate figure di Santi in epoca crociata.

La Grotta della Natività

Nel presbiterio sotto l’altare è possibile raggiungere da entrambi i lati la Grotta della Natività il vero cuore della Basilica, le scale che ci permettono la discesa conservano le decorazioni crociate.

All’interno della Grotta sotto l’altare è inserita nel pavimento di marmo bianco una stella d’argento che riporta l’incisione in latino: “ hic de virgine Maria Jesus Christus natus est” – “Qui Gesù Cristo è nato dalla vergine Maria”, sopra la stella restano accese le lampade perpetue.

A poca distanza, scendendo tre gradini troviamo scavata nella roccia la mangiatoia, di fronte l’altare consacrato ai Magi dove i pellegrini cattolici possono celebrare l’eucaristia al mattino.

Scendendo adagio i gradini che portano alla Grotta della Natività (anche perché scivolosi, resi logori dal passaggio dei numerosissimi pellegrini che hanno visitato il luogo negli anni) la commozione si fa sentire. Nel momento in cui si scende e ci si immerge nel luogo sacro, anche chi non ha fede sente la forza di questo posto mistico e misterioso per tutti emozionante.

L’ambiente è di piccole dimensioni, racchiude la mangiatoia, l’altare dei Magi (che resero omaggio a Gesù), la stella in cui fu deposto, (stella che i pellegrini si accingono a toccare per pregare insieme, per raccogliersi in silenzio in questo momento di emozione commovente), ci lascia un ricordo ancora oggi davvero indimenticabile.

stella della natività
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