La Storia “tormentata” del Santo Sepolcro

In base ai racconti che vengono riportati nei vangeli degli apostoli possiamo ricostruire in parte la storia del luogo del Golgota e del Santo Sepolcro di Gesù, dopo le innumerevoli lotte, distruzioni e ricostruzioni.

Dagli scritti si deduce che il sepolcro, utilizzato per la sepoltura di Gesù, fosse una tomba scavata nella roccia da Giuseppe D’Arimatea per seppellire lui o una persona a lui vicina. La tomba era ubicata al di fuori delle mura della città poiché per la tradizione ebraica era vietato seppellire i morti all’interno delle mura della città.

Dal vangelo di Giovanni si parla infatti di Giuseppe di Arimatea il quale chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù e lui glielo concesse, allora egli vi andò. Insieme a Nicodèmo “…essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme agli aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto…” (Giovanni 19, 25-42).

La tradizione cristiana colloca il Santo Sepolcro ed il Golgota nello stesso luogo, questo ci lascia perplessi quando ci inoltriamo nella Basilica, poiché il Golgota è nel pensiero comune sempre stato immaginato come un monte vero e proprio, ma l’emozione è forte e indimenticabili sono le sensazioni che si scatenano nel nostro cuore.

Santo Sepolcro

La Pietra dell’Unzione

L’ingresso nella Basilica del Santo Sepolcro si effettua da un ingresso laterale che ci porta nell’atrio e ci accompagna verso la Pietra dell’Unzione, questa pietra viene venerata e incensata ogni giorno dalle comunità Ortodosse, dai Francescani e dagli Armeni, presenti nella Basilica del Santo Sepolcro.

Da tradizione questa viene considerata la pietra dove fu deposto ed unto il corpo di Gesù prima della sepoltura, con una mistura di oli di mirra e aloe, come si usava fare nella tradizione ebraica. Tracce di questa mistura risultano infatti presenti sulla Sacra Sindone.  

Sul muro che ci troviamo di fronte alla Pietra dell’Unzione è raffigurato un mosaico moderno, il quale da destra verso sinistra rappresenta:

  • La deposizione della Croce;
  • L’unzione del corpo di Gesù;
  • La deposizione nel Sepolcro.
La Storia della Basilica del Santo Sepolcro

Intorno al 135 d.C. l’Imperatore Adriano cacciò gli Ebrei da Gerusalemme e vi fondò una città pagana, ponendo là dove era situato il Santo Sepolcro una terrazza con un tempio dedicato ad Afrodite (Venere), così per cancellare per sempre il culto Cristiano del Golgota e del Santo Sepolcro di Cristo.

Nel 325 d.C. sotto consiglio del Vescovo di Gerusalemme Macario, l’Imperatore Costantino decise di ripristinare i Santuari Cristiani e scavare là dove i luoghi più importanti della Cristianità avevano dimora.

Fu così eliminato il tempio di Venere e si procedette a tagliare lo sperone roccioso che comprendeva la grotta di Venere dove i culti pagani avevano luogo.

Venne così di nuovo alla luce così il “Calvario” (la “Collina del Cranio” o “Golgota”), che oggi ritroviamo all’interno della Basilica del Santo Sepolcro, entrando e salendo al Golgota dalla scala sulla destra ci rendiamo conto che la salita è una costruzione che si erge per circa 5 metri dal pavimento della Basilica del Santo Sepolcro, poiché scavata la collina si è voluta ricostruire l’altura mantenendo la roccia originale all’interno. Nella Cappella superiore troviamo sulla sinistra l’altare della Crocifissione, appartenente agli Ortodossi Greci, sotto il quale abbiamo la possibilità di vedere la roccia originale del Calvario, e sulla destra l’altare dell’Addolorata, appartenente ai francescani.

Sotto l’altare che rappresenta il luogo preciso della Crocifissione, abbiamo la possibilità di toccare con mano, da un foro al centro di una placca d’argento, la roccia. Dietro ad un vetro intravediamo anche il resto della roccia in cui venne conficcata la Croce.

La “Vera Croce di Cristo”

Durante i lavori di scavo e dopo aver fatto venire alla luce il vero luogo del Santo Sepolcro, grazie alle ricerche di Elena fu ritrovata la Santa Croce, insieme ad altri “legni” così come citati nei vangeli. Ma come riconoscere la vera Croce dalle altre? La leggenda narra che si decise di toccare il corpo di un uomo defunto con tutte e tre le croci ritrovate (quella di Cristo e dei due ladroni), nel momento in cui questo fu toccato con la Vera Croce tornò in vita. Fu così che Questa fu riconosciuta e ridotta in frammenti fu successivamente portata in diversi luoghi del Mondo dove viene conservata e venerata. Nel Santo Sepolcro infatti possiamo così visitare la cappella di Sant’Elena, dove fu ritrovata la croce.

La prima Basilica (13 settembre 335)

La Basilica realizzata da Costantino, non aveva fin da subito un’idea di insieme sul come realizzare la Chiesa del Santo Sepolcro, ma fu costruita con l’intento di preservare il luogo della sepoltura e resurrezione di Gesù ritrovato dagli scavi di Elena, quindi si attenne a comprendere nelle varie costruzioni:

  • la rotonda o “Anastasis” (dal greco “resurrezione”), che esiste anche ora, è il luogo più importante della Basilica, il fulcro di tutta la religione Cattolica Cristiana, il punto dove tutto ha inizio;
  • la basilica del Martirio, una chiesa a cinque navate che accompagnavano le linee di pendenza del terreno, fino all’ingresso;
  • ed il triportico che comprendeva il Golgota, ancora all’aperto.

L’edicola del Santo Sepolcro

Il vero e proprio Sepolcro di Cristo è l’edicola. 

L’edicola è un piccolo tempio costruito attorno alla tomba di Cristo, che fu riscoperta e portato alla luce, poiché si trovava sotto la roccia, dall’imperatore Costantino.

Attorno al sepolcro venne costruito questo tempietto a pianta rettangolare, ornato successivamente con lampade e candelieri, esternamente gli fu data una forma cilindrica ornata con colonnine.

Alla maniera “Romana” fu poi circondata da una struttura circolare come si usava fare con i Mausolei romani.

Tale struttura fu più volte nel tempo distrutta e ricostruita, come nel 614 quando i Persiani devastarono Gerusalemme e diedero alle fiamme sia l’Anastasis che il Martirio.

La storia che interessa il Santo Sepolcro è una storia di distruzione e ricostruzione dovuta alle guerre di religione, incendi, come quello del 1808 in cui la cupola crollò sul Santo Sepolcro, furono trascinati nel crollo i loggioni e parte delle mura, furono distrutti i colonnati e le cappelle adiacenti alla cupola.

La ricostruzione fu costosa e difficoltosa, fu comunque affidata ai greci, che però mutarono alcuni elementi interni al Sepolcro:

  • la cupola prese la forma a bulbo in tipico stile russo;
  • i sepolcri dei crociati Goffredo di Buglione e Baldovino I furono rimossi da sotto il Golgota;
  • il coro dei canonici fu chiuso da mura e riservato ai greci.

Lo “Status quo”

Nel 1852, per regolamentare la convivenza delle varie Confessioni cristiane presenti al Santo Sepolcro fu emanato lo Status Quo, una sorta di base giuridica, per tentare di equilibrare le presenze ed i rapporti tra le varie confessioni presenti ovvero: gli ortodossi, i cattolici rappresentati dai francescani, gli ortodossi armeni, i siro-ortodossi ed i copti.

Ad oggi quindi per eventi speciali o ristrutturazioni o riparazioni necessari all’interno della Basilica la Commissione degli esponenti delle varie Chiese si riunisce, ed in base allo status quo celebra alternativamente nei luoghi comuni.

Questo stato di cose vale anche per altri luoghi santi come:

  • Cappella dell’Ascensione (monte degli ulivi);
  • Natività (Betlemme);
  • Sepolcro di Maria (valle del Cedron);
  • Muro del pianto;
  • Tomba di Rachele (ingresso di Betlemme).
La storia del Santo Sepolcro comprende altre innumerevoli vicissitudini che procederemo ad aggiornare a breve, rendendolo una ricerca verso la completezza sia dal punto di vista dell’architettura che della storia e religione che caratterizza questi meravigliosi luoghi oggetto dei nostri pellegrinaggi. Grazie per l’attenzione.